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Quali sono le tue passioni?

12/6/2020

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Semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine, semina un’abitudine e raccoglierai un carattere,semina un carattere e raccoglierai un destino.
(Legge del Karma)
By Lorenzo Chininea
Quante volte abbiamo sentito questa parola: passione.

A volte si finisce per chiamarla vocazione e, in rarissimi casi, coincide con la propria attività lavorativa. Ma non è questo il punto dell’articolo.

Vorrei centrare il discorso sulle passioni più profonde, quelle che ci contraddistinguono come persone, prima che come professionisti. Del resto, quante volte ci capita di parlare con qualcuno che parla del proprio lavoro con poco trasporto, magari come molti lo fa solo per portare la pagnotta a casa, ma quando parla dei propri hobbies, gli si illuminano gli occhi.

Te ne sei mai accorto?

Qual è la tua passione?

Personalmente l’ho notato anche durante il periodo appena trascorso, visionando diversi webinar, sono emersi i lati più umani delle persone. Superata la barriera del “che lavoro fai”, ho assistito ad interessantissime chiacchierate sulle proprie passioni.

Medesimo discorso vale quando parlo con amici, conoscenti o addirittura con persone che conosco appena e improvvisamente ci si racconta le proprie passioni. In quest’ultimo caso, capita raramente, ma capita. C’è un qualcosa di magico nel modo in cui vengono esposte reciprocamente.

Lo trovo un argomento poco valorizzato. Anzi, per molti è una vera e propria perdita di tempo. Non sanno cosa si perdono.

Sarebbe bello parlare con una persona e chiedergli, prima di sapere che lavoro fa: “Qual è la tua passione più grande?”

“Se davvero vuoi sapere qual è il tuo destino, guarda come spendi il tuo tempo.”

Mark Cuban

Cosa ti spinge ad alzarci la mattina? Come spendi il tuo tempo libero? Cosa faresti gratis e rinunciando a qualsiasi cosa? Cosa faresti se fossi padrone della tua vita e dovessi decidere come impiegare le tue giornate? Sono domande complicate, ne sono consapevole. Ma è tutto qui.

Il lavoro è, per ovvi motivi, il motore delle nostre vite e farlo con piacere, aumenta considerevolmente la nostra soddisfazione personale. Io ammetto di essere tra quelli che fa quello che ama, lavorando nel mondo dello sport e approcciandomi a persone e professionisti in un ambiente che mi rappresenta pienamente.

Ma questo, pur essendo in tema, esula dal discorso, pur essendo la mia principale passione.

Mi spiego.

Personalmente ho tante passioni. Questo blog ne è la prova lampante. Ma sono tutte riconducibili a quattro caratteristiche personali che mi contraddistinguono: curiosità, passione, auto-disciplina e tendenza al miglioramento costante. Per cui, questi lati del mio carattere abbracciano lo sport, così come la mia “fame” di libri e di marketing.

Ma basta parlare di me.

La passione è il completamento della propria esistenza e averne più di una, non fa che potenziare la nostra creatività, definisce le nostre abitudini e quindi il nostro carattere. Ma non solo. Ci sentiamo utili e mettiamo in pratica alcune azioni, in maniera del tutto libera, senza alcun vincolo.

La nostra vita come un puzzle.

Immaginiamo che la nostra vita sia un puzzle. Ovviamente il maggior numero di pezzi rappresenta la famiglia, i nostri valori e le persone più care a cui teniamo. I nostri pilastri. Però, ci rendiamo conto che mancano alcuni pezzi per completarlo. Che rappresentano noi stessi, le nostre passioni e il nostro benessere psico-fisico. Si tratta di tanti piccoli pezzettini che ci permettono di finirlo e di renderci soddisfatti. Ecco, senza quei pezzetti, a mio parere, siamo incompleti. Tutti noi dovremmo avere almeno una passione: che sia leggere, suonare uno strumento, andare a funghi o a pesca, scrivere, cucire, fare sport ecc.


Il lavoro dice cosa facciamo, la passione chi siamo davvero.

Chi non ha una passione è una persona vuota (non è insulto, ma la verità), oppure ancora non l’ha scoperta/e. E non c’è un’età. Questo è il bello.

“Non piegarla, non annacquarla; non cercare di farla sembrare logica, non cambiare la tua propria anima seguendo la moda. Piuttosto, segui spietatamente le tue più intense ossessioni.” Franz Kafka

Le passioni vanno alimentate, mai represse. Perché nasconderle? Perché quando siamo piccoli non ci insegnano a coltivare una passione, non tanto per renderla per forza una professione, ma per soddisfare una nostra esigenza o un nostro bisogno quasi incontrollabile.

Io mi ritengo fortunato perché la mia famiglia mi/ci ha sempre supportati nel perseguire le nostre passioni, indicandoci però, la strada più corretta, più onesta e più meritocratica.

Quando credevo che mio padre facesse il falegname.

Quand’ero piccolo, credo alle elementari, ho dovuto eseguire un tema con la seguente traccia: “Che lavoro fa tuo padre?”. Mio papà ha sempre lavorato nel reparto amministrativo, come impiegato, ma io a quei tempi ero convinto facesse il falegname!

Tant'è che anche gli insegnanti, dopo aver letto questa affermazione, si erano convinti che fosse un falegname.

Questo perché ha sempre creato, costruito, disfatto e ricreato, mobili, scrivanie, librerie, tavoli, armadi e via dicendo. Lo vedevo sempre impegnato con i suoi attrezzi da lavoro. Lo ha sempre fatto come hobby, appunto. Ma ha sempre coltivato la sua passione e lo fa tutt’oggi.

Questa piccola storia è per concludere questo articolo che mi premeva scrivere da tempo.
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Quali sono, invece, le tue passioni?

Intanto, provo a rispondere io stesso alla domanda, che se sei qui, di sicuro ne abbiamo due in comune: quella per la lettura e per la crescita personale.
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Curioso per natura, sportivo dalla nascita e testardo per origini. Leggo per crescere e per esplorare nuovi mondi. Amo il marketing, la vendita, il calcio e i viaggi.  Adoro i Simpson e sono un divoratore di serie tv. Odio il piccante, la 'nduja, la cipolla e l'aglio. E per questo mi definiscono un calabrese atipico.

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